Di cybersecurity ormai sentiamo parlare sempre più spesso ma, soprattutto nel nostro Paese, non tutti sanno bene cosa fare per migliorala e mettersi al riparo da attacchi informatici che possono causare seri danni. Infatti, se le grandi Aziende hanno maggiore cognizione dei rischi che si possono correre con una difesa debole nei confronti del cyber crimine, le piccole e medie, nonché le micro imprese, difficilmente sentono il problema nella maniera reale: il rischio concreto è che non avendo gli strumenti adatti (vuoi per scarsa conoscenza o per evitare ulteriori costi), possono finire vittime di attività criminose che potrebbero portare a richieste di riscatto, perdita dei propri dati, furto dei propri asset.
Ovviamente, una seria e proficua difesa dagli attacchi informatici, va correttamente pianificata con aziende del settore che in maniera professionale possono analizzare i pericoli ed introdurre delle contromisure per affievolirli. Si possono comunque effettuare alcune operazioni, anche per proprio conto, che potrebbero risultare utili per garantire una “maggiore” resistenza a questi eventi criminosi.
Sostanzialmente si tratta di migliorare i comportamenti ed innalzare la conoscenza tecnica dei propri dipendenti, limitando la vulnerabilità dei sistemi in maniera economica ma efficace, almeno per un livello di sicurezza accettabile: va da se che maggiore è il valore da salvaguardare, maggiore dovrà essere l’investimento in cybersecurity.
Una primissima cosa da fare è quella di creare un inventario dei sistemi, dispositivi, software, servizi e applicazioni informatiche in uso all’interno del perimetro aziendale, comprese videocamere, stampanti ecc., tutti quei dispositivi, cioè, che accedono alla rete aziendale; a questi va aggiunto anche l’elenco degli account che hanno accesso alla nostra rete e individuare a quali servizi hanno accesso, sia interni che esterni (come social network, cloud, email o web). Si dovrà poi individuare dove sono fisicamente collocati i dati sensibili, le risorse informatiche, i “beni” informatici, in modo da poterli proteggere meglio. In questa fase si devono identificare e registrare la mappatura delle dipendenze tra il dato, l’informazione, il software, il dispositivo, il sistema (anche esterno) e l’infrastruttura con il relativo servizio o processo di lavoro, determinando il grado di criticità di ogni singolo sottosistema e quale danno provocherebbe in caso di un incidente di sicurezza sulla totalità del nostro sistema. Opportuno, anche se non sempre facile nel caso di aziende di piccole dimensioni, individuare un Responsabile della sicurezza informatica, che abbia la capacità di conoscere il nostro inventario e che sappia reagire alle singole minacce che si potrebbero presentare.
Solo come esempio, per far comprendere quando possa essere semplice aprire le porte a malware o attacchi informatici: pensate all’ultima volta che avete inserito una chiavetta USB nel vostro computer, eravate assolutamente certi della provenienza della USB e dell’integrità del suo contenuto? Ecco, la maggior parte degli attacchi avvengono proprio così, attraverso strumenti semplici che siamo abituati ad usare quotidianamente e, purtroppo, con sufficienza!!
Può essere utile se non indispensabile, limitare l’accesso esterno alla nostra rete (compresi i social) solo per le necessità della nostra azienda e solo agli account predefiniti, in modo da poter marginalizzare eventuali intromissioni indesiderabili. Anche cancellare gli account non più in uso, rientra sicuramente tra le pratiche da effettuare.
Altra questione fondamentale è quella del rispetto delle normative vigenti in materia di Trattamento dei dati personali ed agli obblighi legati alla tutela della privacy, sia nazionali che della Unione europea: dedicare del tempo allo studio ed all’analisi di tali norme ci consente sia di evitare inutili sanzioni che di garantire il rispetto delle previsioni normative, diminuendo di molto il rischi di attacchi informatici.
Inoltre, dotare tutti i dispositivi che lo consentono di software di protezione (antivirus, anti-malware, ecc.) da mantenere costantemente aggiornati, in modo da bloccare nel più breve tempo possibile (diminuendo, quindi, il rischio di indesiderate intromissioni nei nostri dati) eventuali attacchi da parte del cybercrimine.
Gli account, inseriti nel nostro inventario, come indicato in precedenza, devono essere dotati di password efficaci e diverse tra loro, acquisendo le autentificazioni a più fattori per i fornitori di servizi esterni (se previsti) e disattivando quelli non più in uso. Importante anche che siano individuali, evitando utenze utilizzate da più persone. Così facendo, potremmo anche diversificare le autorizzazioni a seconda del livello di account che si deve assegnare, perché diventa rischioso concedere l’accesso ai dati sensibili ad un utente che deve semplicemente svolgere mansioni di entry data, ad esempio.
Sappiamo tutti quanto sia “noioso” dover ricordare le diverse password a cui sono legati i nostri accessi informatici, ma oltre ai già noti presupposti di sicurezza legati all’uso di minuscole/maiuscole, numeri e caratteri speciali, vi diamo un semplice ma efficace consiglio che rivolgiamo sempre ai nostri clienti: invece di usare una singola parola per le vostre password, utilizzate una frase per voi significativa, alla quale applicate i principi sopra indicati. Aggiungere numeri, caratteri speciali e maiuscole ad una “nostra” frase, ci aiuterà a ricordare la password che acquisirà cosi un carattere di efficacia molto elevato, evitando di doverla scrivere per ricordarcela! Non dimenticate, poi, adeguata sensibilizzazione e formazione ai vostri dipendenti, perché parte dalla conoscenza dei rischi la miglior salvaguardia dei nostri beni.
La protezione dei dati, la configurazione dei dispositivi, i backup periodici dei dati, sono operazioni che vanno effettuate da personale esperto, preparato ed aggiornato: se nella nostra realtà non abbiamo figure professionali di questo tipo, vale la pena affidarsi ad aziende del settore, investendo si un po’ del nostro capitale ma evitando falle che ci costerebbero, qualora subissimo un cyber attacco, molto ma molto di più.
Questi semplici (e poco onerosi) accorgimenti ci consentono di avere maggiori garanzie sulla sicurezza della nostra rete, che dovremmo sempre proteggere con del sistemi tipo firewall, in modo da evitare intrusioni malevole.
Come è facilmente comprensibile, ma meglio comunque precisarlo, tale articolo si presta solo all’obiettivo di sensibilizzare sia le imprese (in particolar modo le piccole e piccolissime) che il pubblico, senza pretendere di essere esaustivo su di una materia così importante ed in continua evoluzione; ecco perché il nostro consiglio finale è quello di attivare quanto prima un livello di guardia a tutela dei propri beni, anche rivolgendosi ad aziende ed operatori esperti e professionali, garantendo così la sicurezza informatica dei nostri dati e di tutti coloro i quali entrano necessariamente in contatto con loro, come ad esempio i nostri fornitori ed i nostri clienti. Per qualsiasi richiesta di informazioni e chiarimenti, potete rivolgervi direttamente anche alla Falcon Eye Investigazioni, saremo lieti di fornirvi le nostre consulenze.
